Pensieri sul auto-isolamento

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L’auto-isolamento è stato usato nei secoli per arrivare ad un’ascolto interiore profondo per cercare una visione, nei periodi di transizione. Creando uno stato di ascolto per poter stare con ciò che sta avvenendo in quel momento, accettando quello che c’e e dando il tempo di transitare nelle proprie emozioni per essere trasformate in modo positivo.

Un periodo che interrompe tutto ciò che è normale, perdiamo abitudini e distrazioni nel quotidiano, in modo che ciò che è davvero necessario abbia il modo di trovare la sua strada.

Ci siamo rallentati per forza e rifletto su questo momento storico che Gabrielle Roth diceva: siamo nell’epoca del Caos. Il grande problem è che stiamo resistendo ad esso. Non ci permettiamo di entrare del tutto nel Caos, per poi averne i suoi benefici.

Ora più che mai, sento l’importanza dell’individuo nella trasformazione del collettivo. L’impatto di una sola persona che ha nel mondo è molto più significativo di quello che ci insegnano a credere e se non siamo soli nel cambiamento, allora possono venire grandi e positive trasformazioni per tutti noi.

Credo che ognuno di noi nel suo piccolo può fare la differenza, lo vedo anche quando i gruppi danzano. Quando dopo il Caso introduco il Lirico e ognuno entra verso Lirico con i suoi tempi. Poi accade una trasformazione grande con una energia collettiva molto forte nel gruppo.

La scena che vedo in qui momenti è spesso da brividi, vedendo un gruppo di individui liberi e uniti. Insieme trasformando la sofferenza in arte.

Sono convinta che abbiamo il potere di decidere se essere un?onda negativa o positiva, se nutrire l’ansia o la pace.

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